É tutto a posto! Ma gli manca la scossa elettrica. Il vino è composto, piacevole, lo si beve con gusto, anzi scorre rapido…ma io cerco la scossa, lo voglio nervoso, indomabile, persino nevrotico… insomma simile a noi, non dosati!
d.c.


É tutto a posto! Ma gli manca la scossa elettrica. Il vino è composto, piacevole, lo si beve con gusto, anzi scorre rapido…ma io cerco la scossa, lo voglio nervoso, indomabile, persino nevrotico… insomma simile a noi, non dosati!
d.c.


Una serata con nuovi amici in riva al lago. Gli spettri di una prossima, insopportabile, nuova clausura. Un po’ di bottiglie da finire prima di chiudere… Il Brut s.a. nonostante le dimensioni abnormi per il numero degli astanti (ben allenati) è finito quasi subito (lotto del 2016? Un po’ di note ossidative io le ho trovate…). Ottimi i Satèn che hanno reso indimenticabile il ricordo di ciò di cui verremo a breve privati.
d.c.


Molto interessante! Bello, barocco nella sua pienezza, ma nervoso, come piace a me, sotto la scossa di emergente acidità.
d.c.


Abbandonata sotto una catasta di bottiglie, è riemersa quasi casualmente, ed immediatamente sacrificata per cercare di curare la nostra cronica tristezza per mancanza di vino… Lo ricorderò per l’inattesa giovinezza e per quella bellissima nota olfattiva di farina di castagne, perfettamente in tinta con i colori autunnali.
d.c.


Ancora troppo giovane, scorbutico, ancora un po’ sconnesso, con un sacco di frutto e di graffi ed una strana nota verde, sia al naso che in bocca. Abbinato alla tradizione: su tartare di fassona piemontese ricoperta da abbondante tuber magnatum per l’occasione però pico.
d.c.



Non sono mai sazio di questo vino, mai sufficientemente ebbro. Accompagna da anni la mia malinconia, a volte anche risolvendola…nettare vero, tra i più puri che io conosca.
d.c.


Vedo il Pinot Mugnaio (in quota) e l’assenza di zuccheri ed i miei occhi brillano innamorati…se poi le colline degradano verso Reims, potrà anche essere un Premier Cru, ma io sono completamente perduto!
Pensate voi che l’Editore ama abbinarlo al tartufo bianco: è o non è lussuria questa?
d.c.


Un vero rosso bresciano, fragrante, forse anche un po’ rustico, ma perfettamente abbinabile alla nostra cucina (un po’ grassa…). Stupefacente la sensazione di giovinezza di un vino che all’anagrafe segna già il primo lustro.
d.c.


Cena alla Marina di Scarlino. Pesce, solo pesce! E perché no? Vermentino locale! Due esempi diversissimi: il primo (Solosole, Tenuta Poggio al Tesoro) che porta in se il calore di un frutto giallo maturo in piena coerenza con il nome. Il secondo più delicato ed impostato su elevata acidità. Il primo “spesso” e di corpo, il secondo sottile e nervoso. Entrambi di una sapidità caratterizzante. Diversi ma splendidi.
d.c.




Sboccatura 2019, note ossidative mielate (che nella prima stesura il mio IPhone aveva correttamente interpretato e sovrascritto con “moleste”) già partite! E ciò, per me, non è accettabile.
d.c.

