HOME SWEET HOME

PRODUTTORE: PALTRINIERI

NOME DEL VINO: PIRIA

ANNATA: 2018

PAESE: ITALIA

REGIONE: EMILIA-ROMAGNA

AREA VITIVINICOLA: LAMBRUSCO DI SORBARA

TIPOLOGIA: VINO FRIZZANTE

UVE:  LAMBRUSCO DI SORBARA 70%, LAMBRUSCO SALAMINO 30%

GRADO ALCOOLICO: 11,5%

NOTE PERSONALI: Di ritorno da Bergamo dopo una giornata lavorativa, taglio a casa un po’ di fette di salame. Sono le 19 e 30. Guardo nel frigorifero e ci scorgo una bottiglia di Lambrusco coricata, mi dico “sarà stanca di stare al freddo”. E’ il Piria di Paltrinieri. Vado sul sicuro. Stappo alla veloce senza troppe precauzioni e lo schioppo già mette buon umore.

Prendo il calice e comincio a versarmi il vino che scende con effervescente crepitìo. La spuma è lievemente rosata e, sotto, il vino appare di un rosato che vira verso il rubino. Al naso arriva subito una bella nota fruttata di fragolina di bosco, al palato un finale asprigno e secco. Una “kriek” all’emiliana mi vien da pensare. E giù nel gargarozzo scende bene, diretto, fresco senza complicanze evolutive e pensieri. Poi un’altra fetta di salame e un altro bicchiere e così fino alla fine della bottiglia in una alternanza tanto semplice quanto confortante, come sentirsi di nuovo a casa.

By D.T.

ADANTI – SAGRANTINO MOTEFALCO ARQUATA 2010

Nel 2016, di ritorno dall’Umbria, i miei genitori mi omaggiarono di alcune bottiglie di Sagrantino quale souvenir del loro enogastronomico tour.

Fu una bottiglia di Arquata di Adanti a conquistarmi per potenza e profondità. Ritrovato lo scorso inverno in una degustazione ne ho acquistata una bottiglia dell’annata 2010. Trovato ancora quasi “sbarazzino” nonostante i quasi due lustri di invecchiamento, mi ero ripromesso di lasciarlo riposare. Ma, in un freddo sabato di gennaio, non ho resistito ad aprirlo sedotto da un invitante brasato con polenta in compagnia di amici.

Nel bicchiere lo scuro rubino appare profondo e impenetrabile. Servono un paio di ore perché al naso renda la sua migliore espressione. Poi la complessità esplode: visciole, amarene e prugne a cui seguono spezie orientali, caffè, fiori appassiti e bacche di ginepro con un accenno di fumè. 

Sorso intenso, i 15° si fanno sentire ben supportati da decisa freschezza anche se il tannino, efficace e definito, è forse ancora un po’ troppo affilato. Vino coinvolgente di lunga e convincente persistenza.

Bella crescita rispetto all’assaggio della stessa vendemmia fatto oltre un anno fa, ma non ho dubbi che possa riservare ancora una notevole evoluzione. Per fortuna il mio pusher è ben fornito!

R.R.



SPIEDO BRESCIANO, CALORE UMANO

Anche questa volta Winetopblog durante la sua reunion annuale ha onorato un piatto atavico, primordiale e per questo imperdibile della cucina bresciana: lo spiedo.

Gira su’ ceppi accesi / lo spiedo scoppiettando” così scriveva il Carducci ma, come ben sottolinea un mio maestro, il protagonista in queste occasioni conviviali è l’amicizia.

Certo è che l’amicizia va degnamente “innaffiata” sennò… si secca.

Per questo motivo mi limito a rendervi partecipi delle bottiglie di grande valore intrinseco che sono state stappate nell’occasione.

Comunque, per la capacità di saper unire, ci deve essere qualcosa di religioso nella carne che gira sul fuoco e nel vino che la glorifica.

E qui mi taccio.

By D.T.