LE BLANC DE BLANCS – PREMIER CRU. DE SAINT GALL CHAMPAGNE.

Da tempo non bevevo De Saint Gall, ma nelle festività natalizie si sa scorrono bollicine a Go Go!!
Se poi, in luoghi e tempi diversi, anche il nostro d.c. l ha di recente stappato, be’ non resta che approfondire. Concordo con il mio compare sul Le Selection che, da moderno blend di chardonnay, pinot meunier e pinot nero, esprime elegante freschezza azzeccatissima per l’aperitivo. Io ho proseguito la bevuta con Le Blanc de Blancs, 100% chardonnay premier cru. Aumenta la complessità olfattiva, ricca di toni agrumati e fiori poi fico maturo e delicati sentori di pasticceria che danno quel giusto grip. Sorso immediato, diretto e fragrante, questo si pronto ad affrontare un abbinamento gastronomico più succulento.

R.R.

PS Fabio grazie anche per questo assaggio!

Filari di Mazzon 2018. Pinot Nero. Carlotto. Alto Adige doc

Di Pinot Nero in Pinot Nero, crescendo nella qualità e finendo nella Vigna Mazzon, oramai Cru di culto per gli amanti, e sono giustamente molti, della produzione altoatesina del Pinot nero. Già in fase di evoluzione terziaria, con una nota di cioccolato al latte suadente che ti conquista il palato e ti rilassa in una espressione di beatificazione. Buonissimo.

d.c.

Sauvignon Exclusiv 2019.Ploner. Süd Tirol-Alto Adige

Vino agli onori delle cronache, osannato da critici, esperti e guide: e questo è già, per me, motivo di sospetto… Se poi Vi raccontassi come l’Editore è riuscito ad acquistare 6 bottiglie, credo che insospettirebbe anche il più tollerante… ma… devo ammettere: STRAORDINARIO! Un’eleganza sublime, seppur giocata su toni tutti accesi. Il colore è un giallo carico intenso che punta all’oro, i profumi sono una stratificazione di dolci frutti a polpa gialla, in bocca sferza con acidità ed una salinità inattesa. Di gran lunga il miglior vino bianco bevuto negli ultimi anni.

d.c.

Vermentino 2020. Lunae. Colli di Luni

Se oggi il Vermentino dei colli etruschi di Luni, (che geograficamente è un po’ più il là del “Levante”…) è tanto in voga è sicuramente merito della famiglia Bosoni e della loro magnifica cantina di proprietà. Vermentino, etichetta nera, bevuto a novembre in riva al mare di Varazze in camicia e venti gradi di temperatura, cercando ancora un ricordo d’estate. Lo servono sempre troppo freddo, ma secondo me il Vermentino del Levante e comunque quello del “continente” (perché da differenziare assolutamente dalla produzione sarda) va presentato verso i 10 gradi: essendo delicato, di struttura sussurrata, di una acidità mai soverchiante, risulta piacevolissimo anche quando esprime quella leggera nota amaricante e di calore alcolico.E nonostante l’estate sia decisamente solo un ricordo … è stato perfetto!

d.c.