12° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti 2023 Aperte le prevendite!

Bologna, 1 settembre 2023Una festa: questo è il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti FIVI, dal 2011 l’unico evento in Italia organizzato dai Vignaioli per i Vignaioli e per chi ama i loro vini. Saranno 1.000 gli espositori da ogni regione italiana che dal 25 al 27 novembre 2023 accoglieranno il pubblico nei padiglioni 29 e 30 di BolognaFiere.
A completare il Mercato, oltre ai Vignaioli soci FIVI, saranno presenti a Bologna un folto gruppo di olivicoltori indipendenti soci della FIOI e alcune delegazioni di Vignaioli europei in rappresentanza delle associazioni nazionali facenti parte di CEVI – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants.
INFORMAZIONI PRATICHE
Orari
Sabato 25 e domenica 26 novembre: apertura cancelli ore 11.00, chiusura ore 19.00.
Lunedì 27 novembre: apertura cancelli ore 11.00, chiusura ore 17.00.
Ingressi
Due gli ingressi (Nord ed Est Michelino), entrambi a ridosso del parcheggio multipiano Michelino. Il parcheggio Nord è riservato a chi acquisterà il biglietto in prevendita, per facilitare e velocizzare l’ingresso.
Chi raggiungerà BolognaFiere con i mezzi pubblici o in taxi, in Piazza della Costituzione troverà un servizio di navette gratuite, dirette all’ingresso Est Michelino.
Biglietti acquistabili online su :http://www.mercatodeivini.it
Intero giornaliero
Online: € 25,00
Fino al 24/09: prevendita € 20,00 Acquistato in fiera: € 30.00.
Ingresso 2 giorni
Online: € 40,00
Acquistato in fiera: € 50,00.
Ingresso 3 giorni
Online: € 60,00
Acquistato in fiera: € 70,00.
Ridotto
Soci AIS, FIS, FISAR, ONAV, AIES, ASPI, ASSOSOMMELIER, SCUOLA EUROPEA SOMMELIER, SLOW FOOD Online e in fiera: € 20,00.
Operatori
Online e in fiera: € 20,00
Biglietto acquistabile inserendo la partita Iva.
Carrelli
Oltre 1.000 carrelli a disposizione del pubblico, con la possibilità di riconsegnarli direttamente al parcheggio multipiano.

LH2 Umani Ronchi

Un po’ di tempo fa mi chiedevo, di fronte ad un non proprio convincente bicchiere di Metodo Classico (forse un Lugana?), se ne avessimo veramente bisogno, o meglio perché le cantine abbiano la necessità di inserire una bollicina nella propria produzione. Domanda retorica evidentemente suggerita da una colpevole arroganza e supponenza. Perché, a distanza di un po’ di tempo, mi sono convinto che la risposta è assolutamente sì!
Ed è la riflessione che mi porto dentro da ieri, dopo una strepitosa cena a Civitanova Marche nel ricercato Galileo, pasteggiando dall’aperitivo ad un attimo prima del caffè con il Metodo Classico ritratto, a base, non esclusiva, di Verdicchio, ma lontanissimo dai modelli di uno dei bianchi da me più amati, ma non per questo non sorprendente! Freschissimo, forse coadiuvato anche dalla componente non residuale di Chardonnay, che affina la rotondità del Verdicchio; si, è vero… un po’ amarognolo al palato, ma indubbiamente unico, non facilmente riconducibile a modelli più o meno modaioli, ma nemmeno alle consolidate esperienze franciacortine o trentine. Di significativa struttura, ha agevolmente accompagnato il pesce sia crudo che presentato in piatti più elaborati.
Solo una precauzione: da consumare con moderazione!

d.c.