Kerner 2022. Abbazia di Novacella. AA Valle Isarco doc

La delicata carezza di sentori aromatici che cela con grande perizia un tenore alcolico assai muscoloso: ma mai traspare, al palato, il calore che ci aspetterebbe leggendo il valore in etichetta. Azzardato in abbinamento ad un crudo di pesce, si è mirabilmente affiancato, senza imporsi né nascondersi, aggiungendo al piatto note agrumate e leggermente speziate.

d.c.

LIVIO FELLUGA – ABBAZIA DI ROSAZZO 2017

Friulano, Sauvignon, Pinot Bianco, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla, non c’è che dire le premesse ci sono tutte. Nel calice toni paglierini di trasparente intensità, sprigionano il rincorrersi di complessi sentori: acacia, melone e frutti tropicali poi cappero, crema di pistacchio e ancora ecco comparire focaia e noce moscata. Beva piena, intensa. Si percepisce il legno seppur mai invasivo, chiude speziatamente sapido.

Non delude le aspettative, bella bevuta. Grazie

R.R.

Monte Alto Extra Brut. Franciacorta

Che in Franciacorta si beva bene non sarà WTB a sancirlo, ma probabilmente è provato dalla qualità media diffusamente alta, anche in quelle cantine meno blasonate e conosciute. Io non avevo mai bevuto Monte Alto, ma l’Extra Brut incontrato non ha fatto per nulla brutta figura, anzi… Bel frutto giallo croccante al naso; struttura significativa in bocca, prova di mano sapiente, con inattesa lunghezza. Buono: promosso!

d.c.

Amadeus 2016. Castello di Spessa

Ero estremamente curioso: uve dal Collio, mano enologa trentina (cantina integrata in una location da sogno…). Chardonnay e Pinot Nero. Mmmmmmhmmm…. mi aspettavo qualcosa di più! O perlomeno mi attendevo una nota di distinzione dagli oceani “petillant” di metodi classici che hanno alluvionato l’Italica penisola. Vino corretto, persino un poco ambizioso, ma privo del carattere distintivo che attendevo. Da rivedere.

d.c.

La Berganzina 2019. Barattieri

L’intensità e la grassezza di questo Sauvignon comincia ad apparire già alla vista, con un giallo solare intenso e con una viscosità pastosa. Il naso è erbaceo, con un frutto a polpa gialla maturo che appare solo in coda. In bocca è caldissimo, avendo già ceduto sulle durezze. Molto morbido, rotondo. Arrivato a destinazione, ma non so se riesce oltre.

d.c.

VETTE di San Leonardo. Sauvignon Blanc 2021. Vigneti delle Dolomiti Igt


Quando al tavolo del ristorante hai Tito, stai sicuro che cercherà di proporti un Sauvignon, e tra questi, sicuramente, un Sauvignon proveniente da Trentino o Alto Adige. E così… anche questa volta.
Molto tenue sia sugli aspetti visivi, che nei profumi, dolomiticamente impostati sulle note del bosso. In bocca invece accelera con grande freschezza ed una rotondità, apparentemente alcolica, che riempie.

d.c.