«Siamo tra le poche denominazioni italiane che, negli ultimi anni, pur in un contesto difficile per il settore, hanno registrato una crescita costante sia in termini di volumi che di vendite – commenta Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi -. Un successo che dobbiamo in gran parte al Derthona Timorasso, un vino sempre più riconosciuto e apprezzato per identità e qualità. Per questo la promozione diventa fondamentale e, anche quest’anno, abbiamo scelto di confermare la formula su tre giorni per il nostro evento».
Il Timorasso è coltivato sui Colli Tortonesi sin dal Medioevo. L’area si distingue per un paesaggio articolato, con colline che attraversano sei valli – Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera e Spinti – e suoli argillosi compatti, composti da marne azzurre, le stesse che caratterizzano la dorsale che da Barolo arriva fino alla Toscana.
La rinascita del Timorasso risale alla fine degli anni Ottanta grazie a un gruppo di vignaioli locali, tra cui Walter Massa, Andrea Mutti e Paolo Poggio, che ne hanno rilanciato la coltivazione. Nel 2009 gli ettari vitati erano 25. Nel 2025 hanno superato quota 500.
La produzione ha raggiunto 1.700.000 bottiglie nel 2025, circa il doppio rispetto al 2024, annata penalizzata dalla peronospora, e comunque superiore alla media storica di circa un milione di bottiglie. Al netto delle criticità legate alle singole vendemmie, la crescita è stata costante. Il prezzo medio delle uve è rimasto pressoché stabile.
Il Derthona Timorasso è oggi presente anche sui mercati esteri. «Circa il 50% della produzione è ormai destinato all’export – continua il presidente del Consorzio. – Stati Uniti, Canada e i paesi del Nord Europa sono mercati consolidati, ma la domanda si sta ampliando in modo significativo anche verso nuove destinazioni, tra cui Corea del Sud, Australia e Giappone».