{"id":3356,"date":"2018-12-17T20:00:30","date_gmt":"2018-12-17T19:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/?p=3356"},"modified":"2018-12-11T22:48:55","modified_gmt":"2018-12-11T21:48:55","slug":"lambrusco-e-tartufo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/2018\/12\/17\/lambrusco-e-tartufo\/","title":{"rendered":"Lambrusco e tartufo&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>NOTE SUL TARTUFO BIANCO MANTOVANO<\/strong><\/p>\n<p>Del tartufo bianco mantovano ne ho sentito parlare qualche volta quando andavo a tenere delle lezioni all\u2019 A.I.S di Mantova sui funghi e sui tartufi. La questione mi aveva lasciato molto perplesso tanto che non occupandomi specificatamente di Ascomiceti ( tartufi, spugnole etc. ) mi sono rivolto a specialisti del settore, ma anche da loro ho avuto solo notizie vaghe, vi erano solo voci di ritrovamenti nel ferrarese e nel ravennate, pi\u00f9 o meno come i nostri ritrovamenti abbastanza casuali in Val Sabbia. Un paio di anni fa alcuni amici mi hanno fatto avere un camioncino di questo prodotto e dopo un rapido controllo al microscopio \u00e8 risultato essere proprio il <strong>Tuber magnatum Pico: <\/strong>Tuber magnatum \u00e8 il nome scientifico, Pico \u00e8 colui che ha dato il nome scientifico. Per chi volesse saperne di pi\u00f9: Vittorio Pico, torinese, nel 1788 nella sua tesi di laurea in medicina, a pag. 79 ha classificato validamente (secondo regole nomenclaturiali, stabilite in seguito) il tartufo bianco di Alba come : Tuber magnatum.<\/p>\n<ul>\n<li>LUOGHI DI RITROVAMENTO DEL \u201c Tuber magnatum \u201c<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Basso Piemonte<\/strong>: Roero \u2013 Langhe \u2013 Monferrato \u2013 Monregalese<\/p>\n<p><strong>Lombardia<\/strong>: Borgofranco sul Po \u2013 Carbonara sul Po. In provincia di Mantova<\/p>\n<p><strong>Basso Friulano<\/strong>: Boschi planiziali nella zona di Muzzana del Turgiano<\/p>\n<p><strong>Appennino tosco-emiliano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Appennino umbro-marchigiano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Crete senesi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Umbria<\/strong>: provincia di Pesaro-Urbino<\/p>\n<p><strong>Toscana<\/strong>: Colline Sanminiatesi ( Pi )<\/p>\n<p><strong>Marche<\/strong><\/p>\n<p><strong>Molise<\/strong><\/p>\n<p><strong>Campania<\/strong><\/p>\n<p><strong>Calabria<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sicilia <\/strong><\/p>\n<p>Per il momento \u00e8 stato trovato solo in Italia. Salvo in <strong>Istria ( <\/strong>trovato da italiani durante la costruzione di una ferrovia che raggiungeva Pola ).<\/p>\n<ul>\n<li>HABITAT<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cresce in terreni marnoso-calcarei ed \u00e8 indispensabile la presenza di almeno una delle seguenti latifoglie: Faggio, Cerro, Rovere, Pioppo, Carpino, Tiglio, Salice. E\u2019 necessaria anche una certa umidit\u00e0. Pu\u00f2 essere trovato ad una profondit\u00e0 che varia da pochi centimetri fino ad oltre un metro. La raccolta \u00e8 attentamente regolamentata, va dal 15 di Settembre al 31 Gennaio (Piemonte). Ogni regione per\u00f2 pu\u00f2 emettere proprie norme. Il costo attualmente, data la buona produzione, si aggira sui 2000- 2500 \u20ac al Kg.<\/p>\n<p>Ma torniamo al nostro tartufo mantovano. Io e l\u2019amico Paolo finalmente siamo riusciti ad organizzare una spedizione cultural-gastronomica in quel di Borgofranco nel periodo della maggior presenza dell\u2019amato tubero. Prima tappa il museo del tartufo dove una persona dell\u2019organizzazione aspettava il buon Paolo. Sono stati illustrati gli ambienti di ricerca, le tecniche usate, l\u2019addestramento dei cani etc. fino all\u2019ora di pranzo, cos\u00ec eravamo preparati ad affrontare un\u2019abbondate degustazione. Fortunatamente siamo stati accomandati al ristorante \u201cIl trifoglio\u201d di Revere , altrimenti con le nostre sole forze, data la grande affluenza di gente, avremmo probabilmente dovuto saltare il pranzo. Pranzo ovviamente a base di tartufo. Per prima cosa un antipasto \u201c Crostone al tartufo \u201c: preparato da una fetta di pane abbrustolito impregnato di un sughetto a base di carne, ossa e tartufi, sopra un preparato che non siamo riusciti a scoprire di cosa era fatto tranne ovviamente un delicatissimo sapore di tartufo. Preparazione straordinaria e gradevolissima. Una scoperta di nuovi sapori dall\u2019elevatissima qualit\u00e0 e piacevolezza. Mi \u00e8 venuto spontaneo raccogliere con un pezzo di pane anche le gocce rimaste nel piatto. Al diavolo l\u2019etichetta!<\/p>\n<p>Dopo questa fantastica avventura occorre preparare il palato per la successiva esperienza con un vino adatto allo scopo. Ci viene consigliato un lambrusco locale: L\u2019 \u201cincantabiss\u201d ( incantatore di serpenti ) del <strong>Fondo Bozzole <\/strong>di Poggio Rusco.<\/p>\n<p>Del lambrusco abbiamo trovato solo il nome e la frizzantezza. Vino scuro quasi impenetrabile, al naso sentori distinti di frutta rossa, in bocca fruttato dal finale asciutto, una struttura poderosa, armonico, caldo, persistente. Lambrusco di nome ma non di fatto, adattissimo all\u2019abbinamento proposto. Proseguiamo con il nostro pasto con un ulteriore antipasto: \u201c millefoglie di patate al tartufo \u201c. Preparazione buona, ma un po\u2019 scontata. Il livello del \u201ccrostone\u201d \u00e8 stato tale che qualsiasi cosa assaggiata successivamente ne sarebbe stata penalizzata. Si passa quindi al primo: \u201c risotto al tartufo \u201c . Risotto cotto con il sughetto del crostone interamente coperto da un tappeto di fettine di tartufo. Un sapore pieno e persistente, delicato ed invitante, con l\u2019 <em>Incantabiss<\/em> un matrimonio perfetto.<\/p>\n<p>Qui per\u00f2 ci siamo fermati! Le nostre papille gustative ci avvisavano che il livello di saziet\u00e0 era raggiunto! In ossequio al \u201c troppo stroppia \u201c ci siamo fermati e siamo andati in giro per Borgofranco a meditare.<\/p>\n<ul>\n<li>CONSIDERAZIONI<\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019osservazione che mi ha colpito di pi\u00f9 riguardo al tartufo bianco mantovano \u00e8 che molti consumatori si aspettano un prodotto dall\u2019aroma pi\u00f9 intenso e rimangono delusi dalla sua delicatezza. Mi ha colpito anche l\u2019osservazione che essendo meno intenso per ottenere risultati aromatici simili a quello di <strong>Alba<\/strong> o di <strong>Acqualagna<\/strong> occorra utilizzare pi\u00f9 prodotto e quindi, essendo il costo riferito ad un borsino comune, quest\u2019ultimo risulta essere pi\u00f9 costoso. Non ho risposte penso per\u00f2 che anche il tartufo mantovano sia degno degli altari della gastronomia pi\u00f9 raffinata.<\/p>\n<p>Una seconda osservazione deriva dal fatto che vi sono grandi amanti del tartufo da un lato e dall\u2019altro altri che lo detestano visceralmente.<\/p>\n<p>Alcuni psicologi mi hanno detto che \u00e8 molto difficile spiegare i meccanismi della psiche in fatto di gusti, qualche altro invece si \u00e8 sbilanciato nel dirmi che essendo il tartufo un bene di lusso, il consumatore nell\u2019utilizzarlo si sente particolarmente gratificato dalla considerazione che la sua condizione sociale \u00e8 superiore a quello della massa. E\u2019 in pratica lo stesso principio che muove chi consuma bottiglie di gran pregio, il cui contenuto, se non fosse in evidenza la prestigiosa etichetta, sarebbe paragonabile a vini ben pi\u00f9 comuni: le degustazioni alla cieca ne sono la classica testimonianza. Meditate gente, meditate!<\/p>\n<ul>\n<li>CONCLUSIONI<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quali vini dobbiamo prendere in considerazione per un buon abbinamento con il <em>Tuber magnatum<\/em>? La mia modesta esperienza mi suggerisce vini indifferentemente bianchi, rosati o rossi con le seguenti caratteristiche: <strong>freschezza, corpo, persistenza. <\/strong>Personalmente non gradisco i vini con una certa tannicit\u00e0, anche se ammorbidita da lungo invecchiamento.<\/p>\n<p>Cosa possiamo abbinare di meglio di una bollicina nostrana ( non pas dos\u00e8 o dosaggio zero ) o una francese e\u2026 Eviterei, salvo eccezioni, quelle friulane. Oppure un vino bianco del Collio, fresco e potente, ovvero una riserva del Lugana e cos\u00ec via. Un chiaretto Valtenesi base groppello dell\u2019amico Ferrarini che ho messo in abbinamento con il nostro tubero pochi giorni fa \u00e8 senz&#8217;altro una scelta di successo. In ultimo anche il lambrusco prima citato.<\/p>\n<p>Coraggio per conoscere bisogna provare. Sono sicuro che se appartenete al gruppo di coloro che apprezzano il tartufo bianco non resterete delusi.<\/p>\n<p>Consiglio prima di un acquisto passare in banca per un piccolo mutuo.<\/p>\n<p>Gradirei i Vostri pareri.<\/p>\n<p>Tito<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876.jpg\" class=\"alignnone size-full wp-image-3377\" width=\"1600\" height=\"900\" srcset=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876.jpg 1600w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876-1024x576.jpg 1024w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00113691638873099247876-1280x720.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00073969345431149725761.jpg\" class=\"alignnone size-full wp-image-3380\" width=\"900\" height=\"1600\" srcset=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00073969345431149725761.jpg 900w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00073969345431149725761-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00073969345431149725761-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00073969345431149725761-576x1024.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00087507867264178028696.jpg\" class=\"alignnone size-full wp-image-3378\" width=\"900\" height=\"1600\" srcset=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00087507867264178028696.jpg 900w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00087507867264178028696-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00087507867264178028696-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00087507867264178028696-576x1024.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00143519586918061750822.jpg\" class=\"alignnone size-full wp-image-3379\" width=\"900\" height=\"1600\" srcset=\"http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00143519586918061750822.jpg 900w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00143519586918061750822-169x300.jpg 169w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00143519586918061750822-768x1365.jpg 768w, http:\/\/www.winetopblog.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img-20181118-wa00143519586918061750822-576x1024.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTE SUL TARTUFO BIANCO MANTOVANO Del tartufo bianco mantovano ne ho sentito parlare qualche volta quando andavo a tenere delle lezioni all\u2019 A.I.S di Mantova sui funghi e sui tartufi. 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