HOME SWEET HOME

PRODUTTORE: PALTRINIERI

NOME DEL VINO: PIRIA

ANNATA: 2018

PAESE: ITALIA

REGIONE: EMILIA-ROMAGNA

AREA VITIVINICOLA: LAMBRUSCO DI SORBARA

TIPOLOGIA: VINO FRIZZANTE

UVE:  LAMBRUSCO DI SORBARA 70%, LAMBRUSCO SALAMINO 30%

GRADO ALCOOLICO: 11,5%

NOTE PERSONALI: Di ritorno da Bergamo dopo una giornata lavorativa, taglio a casa un po’ di fette di salame. Sono le 19 e 30. Guardo nel frigorifero e ci scorgo una bottiglia di Lambrusco coricata, mi dico “sarà stanca di stare al freddo”. E’ il Piria di Paltrinieri. Vado sul sicuro. Stappo alla veloce senza troppe precauzioni e lo schioppo già mette buon umore.

Prendo il calice e comincio a versarmi il vino che scende con effervescente crepitìo. La spuma è lievemente rosata e, sotto, il vino appare di un rosato che vira verso il rubino. Al naso arriva subito una bella nota fruttata di fragolina di bosco, al palato un finale asprigno e secco. Una “kriek” all’emiliana mi vien da pensare. E giù nel gargarozzo scende bene, diretto, fresco senza complicanze evolutive e pensieri. Poi un’altra fetta di salame e un altro bicchiere e così fino alla fine della bottiglia in una alternanza tanto semplice quanto confortante, come sentirsi di nuovo a casa.

By D.T.

Sì, sì, sì, sì sembra facile…

PRODUTTORE: CANTINA TONELLO

NOME DEL VINO: IoTeti

ANNATA: 2015 – Sboccatura 2019

PAESE: ITALIA

REGIONE: VENETO

AREA VITIVINICOLA: LESSINI DURELLO DOC

TIPOLOGIA: SPUMANTE METODO CLASSICO – BRUT

UVA: DURELLA 100%

GRADO ALCOOLICO: 12%

NOTE PERSONALI: Sì, sì, sì, sì sembra facile… così diceva l’omino della pubblicità della Bialetti ma trarre un bello spumante da uva Durella non è così scontato.
Apro una parentesi perché Diletta Tonello, enologa, ha voluto creare all’interno dei vini prodotti dall’azienda di famiglia una propria linea personale che si differenzia dalla produzione tradizionale, che richiama solo la denominazione del vitigno da cui è tratto il vino, identificandola con nomi di fantasia: Io-Teti, appunto, poi io-Eos; io-Cloe; io-Aura.

L’uva che dà origine al metodo classico di Diletta Tonello (di cui si vedono le iniziali della griffe sull’etichetta) viene coltivata in località Molinetto di Montecchio Maggiore (VI) su terreni di natura basaltico/argillosa che donano spiccata mineralità.

Tornando al come è fatto il metodo classico, l’uva è vendemmiata verso la fine di settembre/inizi di ottobre quando raggiunge la piena maturazione fisiologica dopo di che viene pressata a bassa temperatura e mantenuta a temperatura controllata dopo di che vengono aggiunti lieviti selezionati.

Passata questa prima fase in acciaio, avviene l’imbottigliamento nell’aprile dell’anno successivo alla vendemmia. Sono poi aggiunti zuccheri e lieviti selezionati su cui il vino sosterà per 3 anni.

Il giro dei pallet viene fatto ancora a mano (l’ho visto io di persona), dettaglio questo che indica l’artigianalità del prodotto. Una volta eseguita la sboccatura ed eliminato il residuo di lieviti la bottiglia viene ricolmata con una liqueur, ci spiegava Antonio Tonello, che è differente da quella degli anni passati: è più secca, il che l’allontana da tentazioni extra dry.

Nel bicchiere si presenta giallo paglierino chiaro, perlage fitto e persistente, spuma che crea un bel colletto bianco. Al naso profumi di agrumi in secondo piano la crosta di pane, in bocca si ritrova la mineralità e una coinvolgente freschezza, conclude il sorso lasciando una buona sensazione di pulizia in bocca. Che bella acidità (7,20 g/l ) e secchezza (residuo zuccherino 6 gr/lt). Un vino giovane, in tutti i sensi, che invoglia alla beva.

Viva la Cantina Tonello, Viva il Durello!

By D.T.

P.S. Foto scattata al Mercato dei Vini di Piacenza il 25 c.m.