L’UGIVI A FRASCATI È IN PRESENZA

Il 26 di settembre in quel di Frascati, grazie all’iniziativa dell’Avv. Floriana Risuglia, dei soci di Roma e del Presidente Avv. Stefano Dindo, è stato organizzato l’incontro di studio dal titolo “Il mondo del vino dopo la pandemia da corona virus: aspetti gius-economici”. A conclusione del convegno si è poi tenuta l’Assemblea annuale dei soci.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la disponibilità del Sig. Sindaco del Comune di Frascati, Avv. Roberto Mastrosanti, e del locale Consorzio tutela delle denominazioni vini Frascati, rappresentato dal Consigliere del Consorzio, l’enologo Lorenzo Costantini, che hanno messo a disposizione le grandi aule presso le Scuderie Aldobrandini in grado di consentire la celebrazione prima del convegno e poi dell’assemblea nel rispetto delle norme di sicurezza in materia di Covid-19.

Una fortuna, visto che ci eravamo lasciati a maggio con un “vinebinar” e visto che molte iniziative già calendarizzate sono state annullate causa pandemia.

Senza entrare nel merito delle questioni brillantemente trattate dai relatori, anche perché saranno presto disponibili sul sito internet della Unione dei Giuristi della Vite e del Vino, che invito per ciò a visitare, quello che preme mettere sotto la lente d’ingrandimento di questo blog è stato il piacevole intermezzo organizzato dal Consorzio di tutela dei Vini Frascati che si è tenuto fra i due momenti lavorativi.

Il sig. Oreste Molinari, imprenditore gastronomico, vignaiolo e consigliere del Consorzio ha fatto da Anfitrione con competenza e disponibilità.

Due brevi parole sul Consorzio che tutela i vini di Frascati. È attivo dal 1949 ed è ora presieduto dal Sig. Felice Gasperini. Quest’anno la Doc Frascati ha compiuto i 54 anni mentre la Docg ne ha compiuti 9. Una delle prime Doc d’Italia contestualmente all’Est!! Est!! Est!! di Montefiascone, prima ancora della Vernaccia di San Gimignano.

Il sig. Molinari ha voluto sottolineare la rinascita del Frascati quale vino che rappresenta una storia millenaria, un “terroir” unico, ricco e vitale.

In degustazione sono state portate tutte le versioni del Frascati dallo spumante, al fermo (sia secco sia dolce).

Per essere più precisi occorre fare due parole sul vino Frascati perché prende il nome non da un’uva ma da un luogo. Le uve utilizzate per la produzione del Frascati sono: la Malvasia del Lazio o Puntinata, la Malvasia di Candia, il Trebbiano Giallo, il Trebbiano Toscano, il Bombino Bianco e il Bellone.

Tre sono le denominazioni: Frascati DOC, Frascati Superire DOCG, Cannellino di Frascati DOCG.

I vini serviti sono stati i seguenti: Conte Zandotti Frascati DOC Brut 2018; Cantine San Marco Frascati DOC Brut 2018; Vitus Vini, Auranova, Frascati Doc 2018; De’ Notari Frascati Superiore DOCG 2018; Cantina Villa Franca Riserva Frascati Superiore DOCG 2018; Conte Zandotti Frascati Superiore DOCG 2018; Villa Simone, Villa dei Preti, Frascati Superiore DOCG, 2018; Minardi, Cannellino di Frascati DOCG, 2018; Poggio le Volpi, Cannellino di Frascati DOCG, 2018;

Ho potuto apprezzare una precisione realizzativa notevole nei Frascati assaggiati. Però non posso non tacere che alcuni mi sono piaciuti più di altri, in my opinion.

Ho ritenuto di particolare piacevolezza il Frascati Auranova 2018 prodotto da Vitus Vini con Malvasia Puntinata e Malvasia di Candia, per la facilità di beva che non va confusa con banalità. La freschezza, il titolo alcoolico non eccessivo lo rendono particolarmente adatto come vino da pasto quotidiano da abbinare ai piatti della tradizione romana. Un vino franco. Non è passata inosservata la nota vulcanica al naso che a mio avviso è stato il graffio che me l’ha fatto rimanere impresso e che mi ha descritto il territorio. Non da ultimo mi ha colpito il packaging: la scelta della bottiglia borgognotta l’ha contraddistinto fra tutte le altre bottiglie bordolesi. Etichetta senza fronzoli come il vino. Mi ha coinvolto, infine, la storia che sta dietro Vitus Vini: è una cooperativa in cui si sono uniti una quarantina di vignaioli tuscolani per valorizzare il Frascati ripartendo dalle sue origini.

Il Villa dei Preti, Frascati Superiore DOCG, 2018 di Villa Simone è invece più impegnativo (assemblaggio di Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia e Grechetto ) e assurge a vino che può competere con altri bianchi del centro Italia un nome non a caso il Verdicchio marchigiano. Floreale all’olfattazione e ricco al palato, sapido e strutturato finisce elegantemente agrumato cosa che lo rende abbinabile a piatti di pesce. Caldo per il tenore alcoolico di 13,5°. Persistente senza stufare. Ottimo equilibrio.

Infine, il Poggio le Volpi, Cannellino di Frascati da uve Malvasia di Candia, Malvasia del Lazio e Trebbiano. Ammalia per il colore dorato. All’olfatto presenta note di albicocca e frutti tropicali senza però cedere a facile zuccherosità. Mi è piaciuto perchè è dolce ma al contempo sapido. Ho voluto abbinarlo all’originale ricotta con la gelatina di vino servita come amuse-bouche. Bella accoppiata.

Questo momento associativo durante l’“annus horribilis” 2020 è stato come dicono i giovani “tanta roba”.

By D.T.

P.S. Un vivo ringraziamento al sig. Molinari che ha cortesemente risposto alle mie domande un po’ scomode, manifestando grande pazienza nei miei confronti.

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