13/02/2020: IL BACANàL DEL FRANCO

Siamo in periodo di Carnevale e il titolo fa il verso alle manifestazioni carnascialesche che si tengono nella città di Verona. In nome tradizionale della festa è il Bacanàl del Gnoco.

Specificatamente gli storiografi ritengono che la festa affonderebbe le sue radici ai tempi di Tommaso Da Vico, medico del XVI secolo che lasciò nel suo legato testamentario l’obbligo di distribuire annualmente alla popolazione del quartiere di San Zeno (dove si trova l’omonima Basilica) viveri ed alimenti (1). 

Tuttavia, il termine ha origini ben più antiche.

Nel mondo greco-romano i Bacchanalia erano le feste in onore del dio Bacco durante le quali si beveva molto tanto da spingere le baccanti (sacerdotesse del dio Bacco) e i baccanti (coloro che prendevano parte ai riti in onore di Bacco) a manifestazioni molto lascive, tali da essere additittura proibite dal Senato romano. Ai giorni nostri col termine baccanale, perso il connotato di illiceità, si intende una grande abbondanza di vino e cibo. 

Da Franco alla Trattoria il Naviglio a San Zeno Naviglio (BS) l’abbondanza si lega al numero di produttori di vino aderenti alla FIVI presenti alla cena annuale, la maggioranza di persona mentre una sparuta minoranza solo con i propri vini*. Ben 20, quest’anno! Ognuno di loro ha portato o semplicemente inviato un proprio vino. In ordine alfabetico ecco la “sfilata”, non dei carri allegorici, ma delle cantine con i loro vini:

  • *Bele Casel, Prosecco Extra Brut, 2019
  • *Cerutti, Moscato d’Asti, 2018
  • Concarena, Riesling Videt, 2016
  • Fiordaliso, Derthona, 2017
  • Kobler, Merlot Riserva , 2013
  • *La Tosa, Gutturnio Superiore Torre della Tosa, 2019
  • La Vigna, Capriano del Colle Doc Rosso Rubinera, 2016
  • Lazzari, Capriano del Colle Doc Bianco Fausto, 2018
  • Le Chiusure, Chiaretto di Valtenesi, 2018
  • Le Fraghe, Bardolino classico Brol Grande, 2016
  • *Le Vedrine, Groppello senza solfiti, 2018
  • Lodi Corazza, Pignoletto Frizzante Vènti, 2019
  • Marengoni, Gutturnio Superiore Casa Bianca Migliorina, 2018
  • Noventa, Botticino Colle degli Ulivi, 2017
  • Paltrinieri, Lambrusco di Sorbara Radice, 2018
  • Pasini San Giovanni, Chiaretto Rosagreen, 2018
  • Perla del Garda, Lugana Bio, 2018
  • Podere il Saliceto, Lambrusco di Sorbara Falistra, 2019
  • *Rosanatale, Prosecco Extra Dry, 2019
  • Zatti, Riesling, 2010

Il menù servito ai tavoli ha avuto inizio con antipasti misti: Carne, fagioli e Cipolle, insalata di olive e mozzarelline, lumache con spinaci, insalsata di farro e riso nero, rostì di patate farcito, tartelletta di zucca e porcini. E’ poi proseguito con due primi (orecchiette alla barese e risotto finferli e mirtilli) e con due secondi (stracotto di asino  e tranci di spada al forno con contorni) per concludersi con frittelle e lattughe.

L’abbinamento è fai-da-te vista la possibilità di comporre “enne” combinazioni. Fra gli antipasti ho trovato ben equilibrato il Prosecco Extra Dry di Rosanatale con la tartelletta alla zucca e porcino, invece la lumaca con gli spinaci e la carne con i fagioli hanno dato il meglio con il Capriano Rosso di La Vigna. Il Prosecco Extra Brut di Bele Casel legava con gli altri antipasti. Fra i primi le orecchiette avrebbero prediletto un vino del sud ma anche il Lugana Bio di Perla del Garda ci sta a contrastare la nota piccante, mentre l’altro bianco fermo, il Derthona , si è ben mixato col trancio di spada. Il risotto col fungo e mirtillo mi è piaciuto con entrambi i Gutturni sia quello più elegante de La Tosa che quello più rustico di Marengoni. Con il secondo di carne a pari merito il Bardolino di Le Fraghe e il Merlot di Kobler. Col dessert a base di dolci fritti predisponeva bene la bocca il Moscato di Cerutti.

Tutti gli altri vini sono stati degustati a parte “en solitaire“, senza per forza abbinarli ad un piatto.

Anche questa sera esce vincitore, sotto la guida della Presidentessa Matilde Poggi, il Gran Carro Allegorico della FIVI con i suoi vignaioli, che ci hanno illustrato i loro vini e si sono resi disponibili con la loro presenza a rendere “democratico” il loro sapere.

By D.T.

P.s.: In realtà i vini erano ben 22 perché fuori programma Giovanni Zatti ha portato anche il Chiaretto (da uve Groppello, Barbera, Sangiovese e Marzemino) mentre Enrico Angeli di Concarena ha portato anche l’uvaggio
Barabant (Marzemino – Merlot)

Ecco le bottiglie in ordine sparso, per gentile concessione dell’Editore

(1) Fonte: Wikipedia

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