PROSECCO E PECORINO … ABBINAMENTO BIRICHINO

… E si ricomincia con le originali cene di degustazione  organizzate da Franco Gentilini presso la sua Trattoria Il Naviglio a San Zeno Naviglio (BS).

Dopo lo stop estivo, giovedì 10 ottobre sono stati invitati “dal Franco” l’Az. Agricola Bele Casel, produttore FIVI di Prosecco nella Val D’Asolo (TV), e la Formaggeria Girometti di Santarcangelo di Romagna (RN) con i suoi pecorini di fossa.

L’accoppiata sulle prime mi ha stupito perché non vi è comunanza territoriale: un vino veneto con un formaggio romagnolo? Si capiranno, parlando dialetti diversi? Proviamo.

Il menù della serata è stato il seguente: Antipasti misti costituiti da prosciutto crudo, coppa, salame, piadina e cassoni variamente farciti, giardiniera, composta di pomodori verdi e il percorino di fossa (nudo e crudo) abbinati al Prosecco Vecchie Uve; Risotto con pecorino di fossa abbinato al Prosecco Extra Brut; Carpaccio con rucola e grana – Polpa di granchio e gamberetti con Prosecco Col Fondo e, dulcis in fundo, Sbrisolona con Prosecco Dry.

Un piccolo preambolo. Il “suo” pecorino di fossa, spiegava il sig. Saverio Girometti, viene prodotto con solo latte ovino e viene affinato per alcuni mesi nelle tipiche fosse di tufo nei presso di Santarcangelo di Romagna. Questa fase di stagionatura viene svolta in assenza di ossigeno perché la forma viene coperta prima da una tela e poi da paglia. Il formaggio subisce una rifermentazione anaerobica che gli conferisce il particolare gusto e l’inconfondibile aroma.

All’assaggio si è manifestata un’esplosione di sapori e profumi intensi che vanno dalla nota selvatica della percora, alla nota verde del fieno e di sottobosco tartufato. A seguire la nota sapida, la pastosità e dolcezza del latte ed alla fine il piccante sulla lingua. E’ friabile tanto che lo si può tagliare anche a scaglie con uno scudetto. Chapeau!

Una sorpresa sono state le piadine “home made“, perfette con i salumi, e i crescioni della Formaggeria Girometti serviti per arricchire l’antipasto.

Ma non di solo pane si vive.

A proporre i vini di Bele Casel era presente personalmente il “vignaiuolo” Luca Ferraro che gestisce unitamente alla sorella l’azienda famigliare. Introduce i suoi Prosecchi mostrando alcune tavole: la prima sulla collocazione geografica della Val d’Asolo, dove si produce l’Asolo Prosecco Superiore DOCG all’interno della vastissima area del Prosecco Doc. La natura marnosa-argillosa del terreno conferisce all’uva una spiccata mineralità; La seconda sulla ampelografia del suo Prosecco che non viene prodotto con la sola Glera ma alla stessa sono affiancati la Marzemina Bianca, la Perera, la Bianchetta e la Rabbiosa per la realizzazione di prosecchi personali, sfaccettati. 

Qui sotto riporto fedelmente quanto scritto sul menu della serata per evidenziare che era stata posta l’attenzione sul basso residuo zuccherino (chiaramente riferito ai primi tre prosecchi) quale indice distintivo e qualitativo di Bele Casel rispetto alla massa di prosecco “piacione” esistente sul mercato. Ad onor del vero la cantina produce anche l’Extra Dry (mainstream ma di qualità) che nel carnet dei prodotti non può mancare. L’organizzatore ha selezionato le bottiglie meno usuali includendo anche il Prosecco realizzato con metodo tradizionale (denominato sulla bottiglia COL FONDO) o sur lie (sui lieviti). Il Prosecco rifermenta in bottiglia e non viene sboccato. I due Prosecchi Extra Brut e il Dry vengono spumantizzati con Metodo Martinotti, ça va sans dire.

  1. Prosecco DOCG EXTRA BRUT “VECCHIE UVE”             0   Gr/litro
  2. Prosecco DOCG EXTRA BRUT                                           4   Gr/litro
  3. Prosecco DOCG COL FONDO                                            1   Gr/litro
  4. Prosecco DOCG DRY                                                           23 Gr/litro

Ci è sembrato molto azzeccato l’abbinamento del prosecco Extra Brut con il risotto al pecorino di fossa. Il riso stemperava il selvatico e il piccante del pecorino rendendolo compatibile col Prosecco. Bene l’abbinamento con i salumi, bene l’abbinamento con i secondi piatti (anche se meglio col pesce che con la carne) e ci sta anche il Dry con la Sbrisolona (anche se un dolce lievitato sarebbe stato la morte sua) mentre il pecorino tout court con il Prosecco Vecchie Uve non dialogava affatto lo prevaricava facendo la voce grossa. Due cose molto buone ma che parlano dialetti diversi: non si capiranno mai. 

Avanti così verso nuove ardite sfide di gusto.

By D.T. 

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