Slow wine ventiventi

Sono stato onorato di fare parte della “legione” oltrepadana capeggiata da Andrea Picchioni all’ultima edizione di Slow Wine nella splendida cornice delle Terme Tettuccio. Per me il mondo Slow food – Slow wine è un ritorno alle origini del mio primo approccio se non metodico quanto meno serio al mondo della enogastronomia. Nel lontano 1995 fui iscritto all’allora Slow Food Arcigola da mio zio Aldo, oggi non più fra noi. Bando alle nostalgie. Passiamo alla simpatica combriccola che si è aggirata per quattro ore circa fra i banchi di assaggio. Il Fabio, il Davide e la Raffaella mi hanno condotto nel viaggio fra le cantine presenti in uno slalom continuo fra il folto pubblico. Non suoni arrogante la definizione “la più grande degustazione di vino dell’anno” perchè per dovizia e qualità Slow Wine 2020 rasenta veramente lo zenit. Una per tutte, la bottiglia che ha giustificato il viaggio: lo Zinfandel Sinfarosa 2017 di Felline. Siamo in Puglia nella zona del Salento tarantino. Al di là del colore del vino nel bicchiere e dei cosiddetti archetti che lo qualificano già di per sè vino del Sud,  è l’equilibrio tra frutto, speziatura, struttura e alcolicità che lo rende a mio giudizio veramente ammirevole. L’uso del nome internazionale del Primitivo di Manduria denota il respiro cosmopolita che la casa produttice ha voluto dare alla bottiglia, credo utilizzando il clone americano della “famiglia primitivo”. Bella l’etichetta segnale che il vino non è solo bello dentro ma anche fuori, come dicevano gli antichi abitanti della magna grecia “καλός και ἀγαθός”.  Da ultimo, è notevole il rapporto qualità/prezzo che di questi tempi è da tenersi in considerazione.

E che segua al ventiventi anche il ventiventuno!

By D.T.

P.s.: Perdonate la fotografia scattata, dopo una rilevante serie di assaggi, in uno stato di non piena lucidità.

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