IL VINSANTISSIMO CHE FA BENISSIMO!

La sorpresona al Val Tidone Wine Fest è stata trovare Barattieri, che è sempre un produttore piacentino ma con la Val Tidone non c’azzecca proprio. Le terre da cui provengono i vini di Barattieri son in Val di Nure, come più facilmente evincesi dall’etichetta dell’Albarola, qui sopra fotografata.

Preso quasi da una strana eccitazione alla vista dello stand della cantina, ho attaccato subito ad assaggiare i suoi vini. Di primo acchito il Sauvignon (in purezza) frizzante che è tutto piacevolezza e facilità di beva poi il Sauvignon fermo, chiamato La Berganzina, che ne costituisce la prosecuzione sostituendo la piacevolezza con la ricchezza del frutto e la rotondità (mi raccomando dimenticare nell’assaggio i Sauvignon friulani e altoatesini).

Il Gutturnio (barbera 60%, croatina 40%) frizzante è fruttato, tannico e secco chiama forte i piatti della tradizione e, se si vuole, lo snack piacentino che si chiama batarö. Equilibrio e pulizia sia olfattiva (zero puzze) sia gustativa (zero difetti) fanno pensare ad un corretto allevamento della vite e una lavorazione altrettanto accurata. La versione ferma ne esalta la Barbera e il finale ammandorlato. La Barbera chiamata La Berganzina è piacevolmente varietale.

Il momento di commozione  è arrivato con l’assaggio del Vin Santo Albarola, 2004 (quindic’anni!). Questo vino richiama solo sè stesso, è un vino che va annusato, assaporato, meditato, venerato. Complesso, ricco, balsamico e al momento stesso umile per lo spiccato sentore di fico secco e dattero, comuni frutti meditteranei. Sembrerebbe un pezzo di Sicilia trapiantato nella pianura padana. Dolce ma con finale secco.  Viscoso e ambrato alla vista, deve molto alla qualità della Malvasia, alla bravura del cantiniere ma in principalità alla “madre” la più antica d’Italia, pare risalga al 1823! I grappoli di Malvasia di Candia vengono fatti appassire su graticci di bambù e giunti alla giusta concetrazione degli zuccheri vengono spremuti. Il mosto viene posto nei caratelli dove incontra per 9 anni “la madre” e qui avviene il miracolo. Si apprezza nell’assaggio l’acidità conservata nel tempo. Si beve un vino ma anche un pezzo di storia.

Grazie ad Andrea Fontana de’ Il Gabbiano di Corte de’ Cortesi che me lo fece conoscere e che qui ho ritrovato.

By D.T.

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