LA CENA CON I VIGNAIOLI F.I.V.I. E’ SEMPRE UNA BELLA BATTAGLIA

Sembra quasi l’esercito di terracotta cinese… uno stuolo di bottiglie che simboleggia la dura battaglia combattuta la sera di venerdì 22 febbraio alla Trattoria Naviglio, punto di affezione F.I.V.I. e già più volte menzionata nei nostri post.

Ecco l’elenco in ordine alfabetico dei vignaioli presenti con i loro vini :

  1. CANTINA FLONNO – Riesling Sciamano
  2. CERUTTI – Moscato d’Asti Surì Sandrinet
  3. CONCARENA – Riesling Videt
  4. CORTE FUSIA – Franciacorta Brut
  5. FIORDALISO – Derthona
  6. KOBLER – Klausner Merlot Riserva 2015
  7. LAZZARI – Capriano del Colle Doc Bianco Fausto
  8. LE CHIUSURE – Valtenesi Chiaretto Portese
  9. LE FRAGHE – Garganega
  10. LE VEDRINE -  Nuit Dorée Pas dosé
  11. LODI CORAZZA – Pignoletto Frizzante
  12. MARCO VERCESI – Bonarda La Crosia
  13. NOVENTA – Botticino Doc Colle degli Ulivi
  14. PASINI SAN GIOVANNI  – Valtenesi Rosagreen Groppello Rosé
  15. PERLA DEL GARDA – Lugana Dop Bio
  16. PICCHIONI ANDREA – Buttafuoco dell’Oltrepò Cerasa
  17. PODERE IL SALICETO – Albone Lambrusco di Modena – Falistra Lambrusco di Sorbara
  18. ROSANATALE – Prosecco Superiore Docg Brut
  19. ZATTI – Garda Riesling Gep

Avete letto bene sono 19 i produttori e 20 i vini. C’è da esser brilli solo alla lettura!

Potrei tediarvi con l’analisi di ogni singolo vino bevuto ma non lo faccio anche perchè la notorietà e la bravura dei produttori già parlan da sè.

Tuttavia segnalo il Riesling renano 2015 Videt di Concarena e lo Sciamano della Cantina Flonno sempre da uve Riesling renano per dare voce alla zona vinicola meno conosciuta, perché più recente, della provincia di Brescia: la Val Camonica.

Il primo Riesling del 2015 si è fatto apprezzare per complessità e note idrocarburiche che lo mettono in contatto con i più nobili e conosciuti Riesling tedeschi, mentre il secondo più giovane ha impressionato per le note di mela verde sorretta da acidità. Mineralità e freschezza ne completano il quadro gustativo. Entrambi sono vinificati in acciaio con fementazione a temperatura controllata. L’obiettivo, raggiunto con questo metodo, è stato quello di mantenere il più integri possibile i profumi, la freschezza e gli aromi del Riesling.

Questi vini però non nascono dal nulla.

La vite è stata coltivata nella valle sin dai tempi antichi ed ha avuto un periodo di splendore nel medioevo quale appannaggio del clero e del ceto nobiliare. Fino al secolo XIX la vite caratterizzava il paesaggio montano. Tuttavia l’industrializzazione e la fillossera determinarono non solo l’impoverimento della viticoltura con perdita di manodopera ma anche l’abbandono dei vitigni autoctoni a favore di quelli internazionali.

Dall’inizio del nuovo millennio, tuttavia, lungimiranti iniziative imprenditoriali col supporto della comunità montana di Val Camonica hanno portato un rinascimento della viticoltura non solo in senso quantitativo (recupero di ettari vitati) ma anche qualitativo (innovazione tecnologica in cantina e valorizzazione del prodotto).

Nel 2003 la crescita qualitativa del vino camuno ha dato i sui frutti con il riconoscimento dell’I.G.T. Valcamonica ed i due vini assaggiati sono un bell’esempio di vino ben riuscito.

Complimenti alla cucina della Trattoria che ha presentato un menù degno di nota con aperitivo ed antipasti misti, dittico di primi con risotto ai trevisani e gamberetti e gnocchi viola alla formaggella (che mi è piaciuto molto, n.d.r.); di secondo arrosto di maiale e baccalà con olive (che mi è piaciuto molto, n.d.r.) con contorni vari e dessert di carnevale.

E’ stata dura uscire vivi dalla cena F.I.V.I..

By D.T.

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