UN MERCOLEDì DA VIGNAIOLI SURFANDO SUL VINO

Un mercoledì da leoni, celebre film dedicato al mondo del surf, ha dato spunto al titolo della serata “Un mercoledì da vignaioli” con la quale la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti presenta, ad un mese di distanza, la propria manifestazione “Mercato dei Vini” che si terrà al Piacenza Expo il 24 e 25 novembre.

La nuova formula vede celebrare contestualmente in tutta Italia presso i c.d. “punti di affezione” la cena nella quale cinque diverse cantine partecipanti alla kermesse di novembre presentano un vino ciascuna.

I relatori della serata sono stati, per il piacere conoscitivo degli astanti, due vignaioli originari di due zone produttive differenti da quelle rappresentate dalle bottiglie in degustazione.

Marco Vercesi, per l’Oltrepò Pavese, e Armin Kobler, per l’Alto Adige, titolari delle omonime cantine, hanno raccontato le bottiglie altrui in degustazione provenienti dalla Valtenesi, dai Colli Trevigiani, dai Colli Tortonesi, dalla Maremma e da Asti.

La locandina rappresenta un’onda vinosa nel bicchiere con alla base l’omino simbolo della FIVI  su una tavola da surf  che vi passa sotto, come in un film… e allora andiamo al cinema!

Mi permetto, nel mio piccolo, di associare fantasiosamente a titoli di film, noti e meno noti, i vini bevuti o “cavalcati”, come vorrebbe l’immagine soprastante, presso il Bar Trattoria Naviglio a San Zeno Naviglio (BS)  teatro della serata.

  1. Nuit Rosé  (100% Groppello, Metodo Classico – non dosato – biologico), Az. Agr. “Vedrine”, Polpenazze del Garda (BS): Arancia meccanica.
  2. Glera col fondo (100% Glera), Az. Agr. Mongarda, Col San Martino (TV): Oltre la nebbia.  
  3. Derthona (100% Timorasso), Az. Agr. Fiordaliso,  Volpeglino (AL): Il mio grosso grasso matrimonio greco.
  4. Tufo rosso  (Sangiovese, Merlot, Teroldego, Ciliegiolo)  Az. Agr. Sassotondo, Sovana (GR): Corvo rosso non avrai il mio scalpo.
  5. Suri Sandrinet  (100% Moscato d’Asti D.O.C.G.) Az. Agr. Cerutti, Cassinasco (AT): La stangata.

L’associazione in libertà fra vino e film è stata dettata per il primo dalla percezione cromatica arancio quando il vino è entrato a contatto col bicchiere poi esplosivo al palato anche se ancora un po’ spigoloso, per il secondo dalla trasparenza torbida della glera con i lievi in sospensione con sensazioni finali birrose, per la terza dall’importanza e rotondità mediterranea al palato del vino, per la quarta dalla presenza un po’ conflittuale fra lo straniero trentino Teroldego con i nativi Sangiovese, Merlot e Ciliegiolo e per l’ultima la libera associazione è stata dettata dalla piacevolezza truffaldina dell’uva moscata (a chi non piace?) e il ritmo sincopato “ragtime” delle bollicine.

Gli abbondanti assaggi sono stati accompagnati dalle seguenti pietanze nell’ordine: Grana e olive col Groppello; Prosciutto crudo, coppa, polenta con lardo, frittata, baccalà con olive col Glera; Pasta e ceci col Timorasso; Spezzatino con funghi con l’uvaggio a base Sangiovese; Sacher col Moscato.

Il binomio che più ci – cioè il sottoscritto, l’Editore e la sua consorte (n.d.r.) – ha convinti è stato fra la pasta e ceci, ben fatta, e il Timorasso perché questo vino bianco prepotente ha sgrassato bene il legume, invece, quello che meno ci ha impressionati è stato la Sacher con il Moscato, eccellenti entambi ma convergenti come due binari del treno.

Grazie ancora all’Oste Franco per la consueta simpatia e affabilità, il 25 novembre a Piacenza non mancheremo.

By D.T.

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