Oh, che bel castello!

“A la cinco de la tarde” di sabato 16 giugno presso il Castello di Desenzano del Garda, Viva Bacco 2.0, blog che si propone di “raccontare con passione la passione per il vino”, ha organizzato un dibattito tutto da gustare con intermezzo musicale dal titolo “Vignaiolo perché. Storie di terra, vigne e grandi vini con i produttori FIVI”.

E Winetoplog “aderat in pugna“.

L’anno scorso partecipammo nei medesimi locali a Castello in Bianco sempre organizzato da Viva Bacco 2.0, tuttavia, incentrato solo sui vini bianchi.

Quest’anno la veste è cambiata non più bianchi da tutt’Italia ma vigne e vignaioli di regioni vicine al Lago di Garda ed aderenti alla F.I.V.I..

Cos’è la F.I.V.I.? La F.I.V.I. (acronimo di Federazione italiana vignaioli indipendenti) è una associazione che ha come scopo quello di rappresentare e tutelare il vignaiolo inteso come colui che coltiva le sue vigne, ne elabora l’uva e ne imbottiglia il prodotto, il tutto sotto la sua responsabilità e a suo nome. Il vignaiolo F.I.V.I. non è un commerciante di vino altrui né un imbottigliatore di uve altrui né un chimico per conto terzi.

Il vigneron, uso il termine francese perchè è dalla Francia che il movimento ha preso spunto ed esempio, è un baluardo della tipicità della nostra terra e del nostro prodotto  innazitutto perchè fa il vino, che è frutto della nostra cultura, conserva il terroir, perché cura la terra, difende il paesaggio (immaginatevi cosa sarebbe l’Alto Adige senza i terrazzamenti dove allignano le vigne), e, da ultimo, garantisce la felicità di noi bevitori.

L’Associazione compie quest’anno dieci anni di vita ma io mi sento F.I.V.I. ante litteram perché da sempre ho cercato produttori che facevano vini di qualità nel rispetto dell’ambiente (élaboré par le propriétaire-récoltant et mis en bouteilles au domaine, per dirla alla francese).

Tornando a bomba, l’incontro è stato condotto col consueto garbo dal noto Carlos Mac Adden, giornalista del Corriere della Sera, ed allietato da intermezzi musicali degli studenti del Liceo Bagatta di Desenzano.

Cinque in tutto i vignaioli e le “vignaiuole” (contengono tutte le vocali!) che hanno offerto uno dei loro prodotti a titolo esemplificativo del modo di essere F.I.V.I..

La presenza del Sindaco di Desenzano, Guido Malinverno, suggella la collaborazione del Comune medesimo alla realizzazione dell’importante evento sia per la quantità di produttori sia per l’elevata qualità degli stessi.

Ha partecipato al dibattito Walter Massa, in veste di vicepresidente di F.I.V.I.. Lo definirei il “Valentino Rossi della vigna” non solo per essere stato anch’egli corridore in motocicletta, come ci ha raccontato, ma, e ciò a noi interessa assai,  per aver portato in pole position un vitigno altimenti dimenticato come il Timorasso.  Hanno, inoltre, preso la parola Giovanna Prandini in veste di Presidente della Strada dei vini e dei sapori del Garda, Davide Lazzari in veste di Presidente Giovani di Coldiretti e Alessandro Luzzago quale Presidente del Consorzio Valtenesi. Quest’ultimo ci ha ricordato che il Lago di Garda è il più bel lago d’Europa (se tanto mi da tanto anche i vini della Valtenesi raggiungeranno vette europee).

Hanno presentato i loro vini Ivan Spagnol di Ca’ del Faggio col Prosecco Superiore Brut “Fogliargento” (Glera con saldo di uva bianchetta, perera e verdiso. Giallo paglierino chiaro, fiori bianchi, pesca bianca, richiamo vegetale con note di ortica), Federica Nardello di Nardello Vini col Soave “Vigna Turbian” 2016 (Garganega 70%, Trebbiano 30%. Giallo con riflessi verdognoli, note di frutta matura per la vendemmia tardiva della Garganega, bella mineralità), Giovanna Prandini di Perla del Garda col Lugana Dop Bio (Trebbiano di Lugana in purezza in conduzione biologica, fresco, agrumato e persitente, una cantina con prodotti in continuo e convincente miglioramento), Alessandro Luzzago de Le Chiusure col Chiaretto “Portese” 2016 (un chiaretto new style da uve Groppello, Barbera e Sangiovese che ha come punto di riferimento i rosè provenzali.  Fiori e fragoline di bosco al naso e freschezza da bianco sorretta da sapidità e da una bella spalla acida in bocca che garantiscono anche una certa longevità. “Regge anche due estati” come ha tenuto a sottolineare il vigneron),  Daniele Lazzari di Lazzari Vini col Marzemino “Berzamì” (Marzemino 100×100, frutto, frutto e ancora frutto, in equilibrio con i tannini).

Gli assaggi sono finiti e come ci ricorda Walter Massa parafrasando la canzone Sally di Vasco Rossi anche il vino, come la vita, è “equilibrio sopra la follia”.

Un sentito ringraziamento all’amico Juri Pagani.

Arrivederci  a settembre con nuovi assaggi, magari da Thomas Unterhofer mio paziente “vicino di banco” in questa degustazione.

By D.T.

 

 

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