BERRY AND BERRY: BELìN CHE COLORI!

Ieri sera presso la Trattoria Naviglio a San Zeno Naviglio (BS) si è tenuta un’interessante degustazione di vini prodotti dall’Azienda vitivinicola Berry And Berry, che, in una giornata piovosa, ha portato un po’ di sole della Riviera di Ponente in terra bresciana.

L’azienda si trova a Balestrino in provincia di Savona e si fregia di produrre vini da tre generazioni.

Lo Chef de Cave Alex Berriolo, con fare scanzonato, sintetizza, usando cinque termini, la propria attività: Pietra, Fatica, Passione, Vitigni e Vini. Pietra perchè sulle montagne liguri sono stati ricavati piccoli spazi dove coltivare vite e olivo; Fatica perché la coltivazione della vite sui terrazzamenti richiede una manodopera maggiore di quella usuale; Passione perché la tradizione di produrre vino viene rielaborata alla luce delle innovazioni agronomiche ed enologiche attuali; infine Vitigni : Pigato, Vermentino, l’antico vitigno Barbarùssa oltre a Sangiovese e Ormeasco coltivati fra le provincie di Savona e Imperia sono le uve da cui nascono i suoi Vini.

Si comincia con il rosato Lappazücche 2016 da uve Barbarùssa 80% e un saldo di un 20% di altre uve (Rossese, Grenache in quantità variabile a seconda dell’anno). Il colore rosa aranciato limpido (in seguito all’ossidazione degli antociani)  è veramente attraente, al naso si percepiscono frutti rossi (ribes). Al palato si mostra elegante e fresco per l’acidità che supporta la sapidità finale. Chiudendo gli occhi sembrava di essere in una spiaggia assolata mentre in realtà fuori cadeva pioggia a dirotto.  Abbinamento perfetto con le focacce liguri farcite con verdure o salumi stile pique-nique da spiaggia.

Si prosegue con il Baitinin 2016 (50% pigato, 50% vermentino), giallo paglierino con riflessi verdognoli, luminoso, erbe aromatiche, timo e fieno tagliato.  L’influenza del mare si sente subito per la nota immediatamente salmastra, fresco. Il vino è equilibrato, netto, con una bella pulizia finale del palato. Corretto è stato l’abbinamento con il risotto di pesce.

Entrambi questi vini sono vinificati e affinati in acciaio. Da rimarcare il non elevato grado alcoolico (12,5% vol) che facilita la beva.

Per ultimo il Poggi del Santo 2015 da sole uve Sangiovese. Rosso rubino, al naso frutta rossa (più prugna che ciliegia), al palato: tannino morbido dato dalle uve provenienti da viti di oltre 50 anni e ulteriormente affinato in barriques per 24 mesi, sapido. Abbinabile anche a piatti di pesce in umido, tuttavia, questa sera ha accompagnato una splendida faraona ripiena al forno, vero colpo da maestro dell’oste Franco.

Da ultimo Alex Berriolo (da cui il diminutivo Berry), con fare donchisciottesco, simpaticamente coadiuvato da Jacopo Fanciulli, ha tenuto a sottolineare che i suoi vini sono vini da tavola perchè egli rifugge le etichette delle doc e delle indicazioni geografiche “per creare una identificazione aziendale basata su unicità e tipicità”, sue testuali parole.

In conclusione: vini belli da vedere e buoni da bere.

By D.T.

 

 

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