Boh?! Botticino!

Si riprende col botto,… ma che dico, col Botticino.

Ieri sera nella cornice dell’Agriturismo Cascina Lago Scuro a Stagno Lombardo (CR), ho avuto la fortuna di partecipare alla cena delle cinque “chiocciole” Slow Food della Provincia di Cremona.

La serata è stata organizzata dalla Condotta di Cremona per celebrare l’assegnazione del simbolo di eccellenza costituito dalla “chiocciolina” della Guida delle Osterie d’Italia 2018 a cinque locali cremonesi.

Le Osterie insignite sono le seguenti: Il Gabbiano a Corte de’ Cortesi, il Caffè La Crepa a Isola Dovarese, la Trattoria dell’Alba a Vho di Piadena, la Locanda degli Artisti a Cappella de’ Pecenardi e, last but not list,  la Cascina Lago Scuro, teatro della cena.

La chiocciolina viene assegnata a quei locali che, per dirla in breve, reinterpretano piatti tradizionali con gusto moderno o riscoprono ingredienti dimenticati riportandoli a nuova vita.

Passiamo al menu proposto: Millefoglie di melanzane, provolone e Butòn de pajas della Trattoria il Gabbiano; Minestra “sporca” di Cappone della Trattoria dell’Alba, Tortelli di Zucca del Caffé La Crepa, Guanciale di maialino al cacao con polenta al cacao amaro della Locanda degli Artisti e, dulcis in fundo, Torta di rose con crema Chantilly della Cascina Lago Scuro.

Fortunatamente non abbiamo pasteggiato ad acqua. Gli organizzatori hanno proposto vini insigniti della prestigiosa “chiocciola” della Guida Slow Wine 2018:

Gli abbinamenti cibo/vino sono stati i seguenti: Alla millefoglie è stato accostato il NorEma 2016 Metodo Classico Pinot Nero Rosé di Calatroni – Oltrepò Pavese DOCG (di cui abbiamo già scritto); alla Minestra sporca è stato abbinato il Buttafuoco Luogo della Cerasa 2016 di Andrea Picchioni  – Oltrepò Pavese DOC; ai Tortelli il Merlot Cav. Enrico Togni Rebaioli 2015 – Togni Rebaioli Val Camonica IGT, al Guanciale il Botticino DOC, Pià de la Tesa di Noventa e, in fine, al dolce la Malvasia Frizzante Sasso Nero 2017 IGT delle Cantine Romagnoli – Colli Piacentini.

Premesso che, a mio avviso, i piatti serviti erano uno meglio dell’altro, invece, i vini non tutti mi hanno convinto nell’abbinamento in quanto ho trovato sia il Merlot sia la Malvasia ancora troppo giovani, so’ ragazzi.

Gli altri, invece, hanno passato ampiamente l’esame.

Il Metodo Classico di Calatroni reggeva l’urto di un piatto molto sapido e la bollicina “sgrassava” bene.

Il Buttafuoco preparava bene il palato alla minestra calda. Mi sarebbe piaciuto versarne un goccio nella scodella “e vedere di nascosto l’effetto che fa”, come cantava Jannacci, ma non sarebbe stato molto educato. Il Buttafuoco Luogo della Cerasa, da che me lo ricordo io,  l’è lü, l’è semper lü: identifica il suo produttore Andrea Picchioni.

Tuttavia, il connubio migliore, l’ho trovato fra il guancialino e il Botticino, fa pure rima.

Questa piccola ma storica DOC della provincia di Brescia, ci spiegava l’affabile produttrice con noi al tavolo, si caratterizza per la presenza di uve Barbera e Sangiovese, principalmente, alle quali vengono affiancate per disciplinare di produzione il Marzemino e, in misura ridotta, la Schiava Gentile.

Molto viene fatto dalla terra – Botticino è famosa per le cave di marmo -, dal sole – le viti sono esposte durante tutta la giornata ai raggi solari – e dal vento – le vigne sono collocate a 400 metri di altitudine  in una conca ventilata. Però a tutto questo si affianca anche l’attento lavoro in cantina che permette di raggiungere il bel colore rosso rubino intenso, il gusto rotondo e minerale, il sentore di ciliegie sotto spirito, di note speziate e il finale di cacao. Ecco quest’ultimo ha determinato, a mio avviso, il miglior connubio della serata col piatto proposto.

Ringrazio “fracchiescamente” Andrea Picchioni per avermi reso partecipe di tutto ciò: <<Com’è umano Lei>>.

By D.T.

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